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 “E’ più importante come, non in quanto tempo, un paziente arriva al pronto soccorso”, “la sirena serve per avere via libera, non per correre”, “attraversando un incrocio con il semaforo rosso, se non c’è il vigile che dà strada, bisogna rallentare fino a potersi fermare in pochi metri”: queste furono le prime frasi che mi disse il mio istruttore quando mi sedetti 35 anni fa per la prima volta alla guida di una autolettiga. 

Erano altri tempi, il traffico era meno intenso, i mezzi più spartani, meno efficienti, sicuramente tra la gente c’era più rispetto e più partecipazione ai problemi degli altri e un mezzo di soccorso veniva fatto passare nella consapevolezza che stava portando aiuto a qualcuno e non solo perché chiedeva rumorosamente strada. 

Quelle poche frasi, nella loro semplicità, condensano ancora oggi con efficacia le cose importanti che ogni autista di ambulanza deve ricordare. 

Alcuni anni fa fu introdotta con decreto ministeriale – e successivamente soppressa – una particolare abilitazione, detta KE, per la guida dei mezzi adibiti ai servizi di emergenza.

ANPAS LOMBARDIA prese posizione decisa contro le gabelle che venivano assurdamente imposte a chi già mette gratuitamente il suo tempo libero a disposizione della comunità e contro le modalità per l’ottenimento dell’abilitazione - consistenti solo in una veloce visita medica e nell’espletamento di pratiche burocratiche - ma non si unì alle altre organizzazioni di volontariato che chiedevano la soppressione del KE, perché siamo sempre stati fermamente convinti della necessità di una preparazione approfondita e puntuale e di un serio controllo della idoneità psico-fisica di chi guida un mezzo speciale in condizioni non normali. 

Per questo il Centro di Formazione del Volontariato di ANPAS LOMBARDIA, nella sua attività rivolta ai volontari e ai dipendenti delle associazioni e a tutti i cittadini, ha ritenuto indispensabile preparare un corso specifico per gli autisti di ambulanza perché siano sempre più consapevoli di cosa significhi guidare un mezzo di soccorso oggi.

L’autista deve sapere quali sono le sue responsabilità nei confronti dei trasportati e degli altri utenti della strada e conoscere la condotta di guida da tenere in ogni circostanza, applicando le teorie di guida veloce e di guida sicura e valutando la fattibilità e le tecniche di esecuzione delle manovre di emergenza, soprattutto quando sono in contrasto con il Codice della strada o quando avvengono in tandem con altri mezzi di soccorso o in aree particolari come aeroporti od ospedali.

E’ suo compito preoccuparsi della corretta disposizione di chi si trova a bordo e deve essere in grado di posizionare l’ambulanza sulla scena dell’evento per garantire la sicurezza di tutte le persone coinvolte e la possibilità di ripartire velocemente. 

Certamente l’autista di ambulanza deve conoscere perfettamente le norme del Codice della strada e le caratteristiche del mezzo che guida, mantenendolo pulito e verificando che sia sempre correttamente attrezzato.

Ma deve soprattutto ricordare in ogni occasione che appartiene a una Associazione di Volontariato aderente ad ANPAS LOMBARDIA.

Una associazione che ha come ideali l’impegno civile, la solidarietà, l’uguaglianza, la giustizia sociale. Una associazione fatta di individui che vogliono vivere nella loro città tra concittadini e non tra estranei indifferenti.

Il ruolo del volontario va al di là del suo compito di autista, con quel certo modo di riconoscere le peculiarità di ogni bisogno, tenendo conto della situazione personale di ogni assistito, con la partecipazione sincera ai problemi delle persone che sta aiutando e dei loro famigliari.

L’autista di ambulanza non si considera superiore agli altri, un super guidatore cui è permesso fare cose che agli altri non è consentito fare. Ha considerazione e tolleranza per le incertezze e gli errori degli altri utenti della strada, in particolare per l’agitazione che può prenderli quando si trovano vicini a un mezzo di soccorso con i segnali di emergenza in funzione. E applica i principi della fraternità anche nella sua attività di guida. 

Noi diciamo ai cittadini della nostra Regione che quando vedono passare una autolettiga con i colori di una delle nostre Associazioni e con la fascia tricolore obliqua sulle fiancate che termina in alto nella scritta ANPAS, possono essere certi che l’equipaggio è composto da persone serie e preparate per quello che stanno facendo, sia che si tratti del caposervizio o del lettighiere o dell’autista, e ci auguriamo che la guardino con simpatia e magari con affetto.

 

 

Il Presidente

Dott. Sergio Borlenghi